The Women of Nkhata Bay — Mary

The more I meet people and hear stories, the more astonished I am at the sheer will power and strength of the women in this country.

Not one woman I have met or heard of so far has displayed any laziness or grudge at having to work their butt off every single day of their lives. Girls are brought up from a really young age doing all sorts of jobs which the men just won’t do — fetching water from the borehole, collecting firewood for cooking, washing up and doing the laundry, cleaning and maintaining the house, caring for younger siblings and children, working in the fields, cooking for the whole family and so on.

Everywhere you look, you will see beautiful faces concentrated in the effort of balancing 20 litres of water on their heads, their muscles flexing to pull the bucket up from their head and tilt it in the big water drum; powerful arms stirring enormous quantities of nsima with a long cooking stick, sifting cassava flour in and folding the dough over and over again; hands of steel picking up searing hot pans from the fire without flinching, the same hands that tenderly tie children behind their backs with a piece of chitenje.

Yet I haven’t heard a single word of complaint from any of them, and most especially Mary, who does everything with a smile on her lips or humming a song from church.

Mary works as the cook and cleaner of Good Hope primary school, which one of her children also attends. Good Hope was founded by the owners of Mayoka Village, a lodge in Nkhata Bay, and was built for their own children, as well as children of the staff, to provide high-quality education which would be unaffordable for most families. The classes are tiny compared to the 100+ students per class of public schools, and everything is taught in English by a mix of Malawian and English teachers.

Everyday Mary prepares food for twenty-five people and distributes it at 12.15pm (Malawian time…); she then does the washing up, cleans the classrooms and goes home at 2pm just in time for her nine children to come back from school.

Luckily, her husband James is at home and helps cooking lunch for everyone, as he doesn’t have a job at the moment. This means the whole family needs to rely on Mary’s salary and the little she makes selling pop corn at Chikale Primary School.

We had a chat last week while she was chopping cabbage and sifting rice outside Good Hope, and she explained that only five of her children are her own — the other four are her brother’s and she took them in in 2013 after their mother had a stroke following a severe meningitis. Her brother is now caring for his wife and their ageing mother, and couldn’t afford to keep all his children with him.

When she heard they were not going to school and were just working in the family farm, Mary decided to take them all in. “People say ‘You have to stop taking children in Mary!’ But I tell them it’s my family and no one else can take care of them now, so if I don’t do it who will? God will provide for us all”

All her children apart from one are currently in primary school, which is public and free. But two of them will have to go to secondary next year, and Mary is worried she won’t be able to afford the fees. Even though James does the odd job breaking quarry stone or gardening, their combined income is not even remotely enough for two sets of school fees, as well as living costs for eleven people.

She is resting her hopes on her current employer, who said if the children do well in their end-of-year examinations, she will help cover their fees next year. Mary herself only attended primary school, as her father passed away when she was in Standard 8 (the final year) and the family couldn’t afford her education anymore.

Originally from Zomba, Mary and James got married in 1997, and they came to Nkhata Bay for James’s job as a gardner. They settled here and after a few years started saving up to build their own house.

They bought a small piece of land and started gathering materials, but when they took in Mary’s nephews and nieces saving became impossible and they had to abandon the project.

The eleven of them now live in a rented house with four rooms, with no water or electricity.

The iron sheet they bought for the roof of their planned house is still rolled up in one of the bedrooms, leaning against the wall waiting for better times…


Le Donne di Nkhata Bay — Mary

Più incontro gente e ascolto storie, più sono stupita dalla straordinaria forza di volontà delle donne in questo Paese.

Non una sola fra le donne che ho conosciuto, o delle quali ho sentito parlare finora, ha mostrato alcuna indolenza o malumore per il fatto di doversi fare il mazzo ogni singolo giorno della propria vita. Le ragazze vengono cresciute, fin da giovanissime, a fare tutti i generi di lavoro che gli uomini semplicemente non fanno : andare a prendere l’acqua al pozzo, raccogliere la legna da ardere per la cucina, lavare i piatti e fare il bucato, pulire e tenere in ordine la casa, prendersi cura dei fratelli più piccoli e dei bambini, lavorare nei campi, cucinare per l’intera famiglia e così via.

Ovunque guardi, vedi bellissime facce concentrate nello sforzo di bilanciare 20 litri d’acqua sulla testa, i muscoli contratti per sollevare il secchio e rovesciarlo nel più grosso contenitore per l’acqua; forti braccia che mescolano enormi quantità di nsima con un lungo mestolo, filtrando la farina di manioca e mescolando l’impasto più e più volte; mani d’amianto che levano dal fuoco vivo pentole bollenti senza batter ciglio, le stesse mani che teneramente poi legano i bambini sulla schiena con un pezzo di chitenje (stoffa locale).

Eppure non ho sentito una sola parola di protesta da alcuna di loro; tanto meno da Mary, che fa tutto col sorriso sulle labbra o canticchiando una canzone di chiesa.

Mary lavora come cuoca e addetta alle pulizie presso la scuola elementare di Good Hope, frequentata da uno dei suoi figli. Good Hope fu fondata dai proprietari del Mayoka Village, un villaggio turistico di Nkhata Bay, costruita per i loro stessi bambini, nonché per quelli del personale, al fine di fornire un’istruzione di qualità che la maggior parte delle famiglie non si potrebbe permettere. Le classi sono poco numerose se confrontate con quelle da cento e più alunni della scuola pubblica, e tutte le materie vengono insegnate in inglese da un corpo docente in parte del Malawi e in parte straniero.

Ogni giorno Mary prepara il pranzo per venticinque persone e lo distribuisce alle 12.15 (circa, ora del Malawi…); poi lava i piatti, pulisce le aule e va a casa alle 14.00; giusto in tempo per quando tornano dalla scuola i suoi nove figli.

Fortunatamente suo marito James è a casa e l’aiuta a cucinare il pranzo per tutti, dato che al momento non ha un lavoro. Questo significa però che l’intera famiglia deve fare affidamento sul solo stipendio di Mary, oltre a quel poco che lei riesce a tirar su vendendo popcorn alla Scuola Elementare di Chikale.

La settimana scorsa abbiamo fatto una chiacchierata mentre lei tagliava cavoli e setacciava riso all’esterno della Good Hope; mi ha così spiegato che soltanto cinque dei figli sono proprio suoi, gli altri quattro sono di suo fratello e lei li ha presi con sé nel 2013, dopo che la loro madre aveva avuto un ictus a seguito di una grave meningite.

Ora suo fratello si prende cura della moglie e della loro madre anziana, e non ce la farebbe a tenere tutti i bambini con sé. Quando seppe che non andavano a scuola e stavano solo lavorando nella fattoria di famiglia, Mary decise di prenderli tutti in casa. “La gente dice ‘Devi smettere di prendere bambini in casa, Mary!’ Ma io rispondo che si tratta della mia famiglia e nessun altro, ora, può prendersi cura di loro; quindi, se non lo faccio io chi altro lo farà? Dio provvederà a tutti noi.”

Tutti i suoi figli, a parte uno, frequentano al momento la scuola elementare, che fortunatamente è pubblica e gratuita. Ma due di loro dovranno andare alle medie l’anno prossimo, e Mary è preoccupata di non essere in grado di permettersi le rette. Sebbene James lavori saltuariamente come spaccapietre alla cava o come giardiniere, i loro redditi uniti non sono nemmeno lontanamente sufficienti per due rette e le altre spese scolastiche, oltre ai costi per il mantenimento di undici persone.

Mary affida le proprie speranze al suo attuale datore di lavoro, che ha promesso di aiutarla coprendo le rette del prossimo anno se i bambini andranno bene agli esami di fine anno scolastico. Lei stessa ha frequentato soltanto le scuole elementari, perché suo padre morì quando lei era all’ultimo anno e la famiglia non si poteva permettere un’ulteriore istruzione per lei.

Originari di Zomba, una città al sud del paese, Mary e James si sono sposati nel 1997, e sono venuti a Nkhata Bay per il lavoro di James come giardiniere. Si sono stabiliti qui e dopo alcuni anni hanno cominciato a risparmiare per costruirsi la casa.

Hanno comprato un piccolo lotto di terra e cominciato a mettere insieme i materiali; ma quando il contratto di James giunse al termine e accolsero in casa i nipoti di Mary, risparmiare divenne impossibile e dovettero accantonare il progetto. Ora vivono tutti e undici in una casa in affitto, di quattro stanze.

La lamiera metallica che avevano comprato per il tetto della loro casa è ancora arrotolata in una delle camere da letto, appoggiata al muro in attesa di tempi migliori…

Did you enjoy my writing? Share it!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *